Beauty & Spa

La Piscina

Acqua, vapore, luci soffuse e profumi inebrianti, il Wellness accoglie una stupenda piscina coperta, con cascata e idromassaggio, dove trascorrere reali momenti di distensione e di relax.

La Sauna

Sia per il corpo che per lo spirito e l’anima, un trattamento che dona soprattutto benessere all’organismo per eliminare le tossine accumulate dallo stress quotidiano.

Il Fitness

Il centro è fornito di una moderna ed efficiente palestra per recuperare e mantenere la forma. Mens sana in corpore sano: un antica massima che non perde mai di valore.

I Massaggi

La salute è un bene irrinunciabile. Dopo una giornata di lavoro, un rilassante massaggio che scioglie i muscoli e rafforza il sistema immunitario.

Tour

Piana delle Orme è un parco tematico realizzato all’interno dell’omonima azienda agrituristica per ospitare una delle collezioni più grandi ed eterogenee al mondo. Dedicato al Novecento, il complesso museale rappresenta un viaggio attraverso 50 anni di storia italiana. Oltre 30 mila mq di esposizione per raccontare le tradizioni e la cultura della civiltà contadina, le grandi opere di bonifica delle Paludi Pontine, la Seconda Guerra Mondiale, ma anche per mostrare i veicoli e i mezzi agli albori della grande industrializzazione e i giocattoli con i quali si divertivano i bambini di una volta. Un museo per tutti, all’interno del quale bambini e adulti possono ritrovare e rivivere.

La casa dell’Architettura è un istituto di cultura urbana, fondato nel 1998. Elabora, sotiene e diffonde ricerche e studi finalizzati alla conoscenza, tutela e salvaguardia del patrimonio architettonico e ambientale che sostanzia le forme urbane del territorio Pontino.

Nel 1984 il Comune di Latina decide di celebrare il profondo rapporto esistito tra Duilio Cambellotti ed il territorio pontino con la mostra Duilio Cambellotti scultore e l’Agro Pontino, allestita presso l’ex l’Opera Balilla, un edificio della città di fondazione progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti nel 1932. Partendo proprio da quell’importante nucleo – impreziosito negli anni da altre rilevanti acquisizioni – nasce nel 2005 Il Museo Civico Duilio Cambellotti di Latina, con sede (non a caso) presso il palazzo dell’ex Opera Balilla. Vi sono conservate sculture, disegni, tempere, xilografie, ceramiche, libri, medaglie, manifesti e documenti, che documentano in modo pressoché esaustivo circa mezzo secolo di attività dell’artista romano nel territorio pontino.

Il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino è un Ente di diritto pubblico. Garantisce un efficace presidio territoriale, realizzando interventi nel campo della difesa del suolo, della regolazione delle acque, dell’irrigazione, della tutela delle risorse idriche e dell’ambiente. Per favorire la conoscenza della storia del territorio dell’Agro Pontino il Consorzio di Bonifica ogni anno promuove e realizza una serie di iniziative di carattere culturale e didattico. Attraverso personale qualificato il Consorzio accompagna gli interessati in visita sul territorio. Previo appuntamento è possibile visitare la sede di Corso Matteotti a Latina dove è esposta una mostra fotografica permanente, alcuni dei più importanti impianti idrovori, come l’impianto di Mazzocchio, il Centro Studi di Pontemaggiore ed alcuni siti dove il Consorzio esegue lavori di manutenzione.

Situata sul lato occidentale del monte Corvino, a pochi chilometri da Sermoneta, è uno dei monasteri più noti della provincia di Latina. La sua costruzione si fa risalire alla seconda metà del XII secolo, verso il 1166, ad opera di un gruppo di monaci cistercensi esuli che avevano dovuto abbandonare il loro monastero di Santa Maria di Marmosolio (vicino a Ninfa), distrutto dalle truppe di Federico Barbarossa.

Il Museo dell’Abbazia di Valvisciolo viene istituito nel 2003 presso i locali dell’ex Dispensarium del Cenobio cistercense. Il suo patrimonio è composto dalle opere conservate nella Galleria Abate Stanislao White, suo nucleo centrale, dove figurano incisioni di Durer, Rembrandt, Canaletto, Piranesi, Goya, Disegni di Giordamo, Camuccini e dipinti del Pomarancio, Mariani.

Fondata nel 1937 con le opere donate da pubbliche istituzioni e da vari artisti invitati alla XX Biennale veneziana e alla II Quadriennale romana, la collezione venne in gran parte dispersa a seguito degli eventi bellici. Nel 1994 le circa sessanta opere residue e un consistente nucleo recuperato dall’Arma dei carabinieri, vennero esposti al pubblico in modo permanente. Dal 1996 un progetto di acquisizioni attraverso ulteriori donazioni ha arricchito la Galleria di ulteriori 400 opere. Attualmente la Galleria è ospitata in cinque sale del Palazzo della Cultura e raccoglie opere d’arte che permettono un percorso dell’arte italiana tra le due guerre privilegiando gli anni trenta.

l Museo è ubicato in piazza del Quadrato a Latina, nello storico edificio dell’ex O.N.C. (Opera Nazionale Combattenti), l’Ente che realizzò la maggior parte della bonifica integrale dell’Agro Pontino. Il palazzo, del 1932, come tutta l’area della Piazza, è di particolare interesse; fu una della prime realizzazioni di Littoria ad opera dell’architetto Oriolo Frezzotti e costituisce, con gli altri edifici della Piazza, un’isola di armonia originaria pressoché intatta. Il Museo, allestito con oltre un migliaio di reperti, distribuiti nelle varie sale, ripercorre la storia del XX secolo, dal pre-bonifica, alla trasformazione agraria dell’Agro Pontino, alla sua antropizzazione. E’ suddiviso in 5 sezioni: pre-bonifica – sezione scientifica: la malaria – trasformazione agraria, appoderamento – il quotidiano del pioniere – sezione artistica

l giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso. Il Giardino di Ninfa, realizzato a partire dagli anni Venti del Novecento sui ruderi della città medievale di Ninfa da parte della Famiglia Caetani, è aperto al pubblico in alcuni giorni dell’anno al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.

ll Parco Naturale Pantanello,che si estende per cento ettari al di fuori delle mura del Giardino di Ninfa, è un esempio di ricostituzione dell’ambiente originario delle Paludi Pontine. A Pantanello sono stati realizzati sei stagni palustri alimentati dalle acque del fiume Ninfa, differenti per profondità ed estensione: tre stagni della flora, lo stagno degli anfibi con acque ferme prive di fauna ittica, lo stagno degli uccelli con acque profonde per l’avifauna acquatica e prati acquitrinosi stagionali, habitat di numerose specie di insetti, a loro volta nutrimento dell’avifauna. Oltre agli stagni è stata reintrodotta la flora tipica dell’area seguendo gli studi condotti in seguito all’iniziativa lanciata nell’autunno 1992 Centri Studi Ecologici Appenninici per il recupero e il salvataggio della flora Pontina (Progetto Flora Pontina), prezioso contributo è stato lo studio condotto da Augusto Beguinot (1875-1940) il quale descrisse dettagliatamente la vegetazione delle Paludi Pontine prima delle ultime bonifiche.

Le origini del castello Caetani, situato nel borgo medievale di Sermoneta, risalgono al XIII quando la Santa Sede affidò alla famiglia baronale degli Annibaldi le città di Sermoneta, Bassiano, San Donato e altri territori annessi. Gli Annibaldi costruirono un’imponente rocca caratterizzata dal Maschio, una torre alta 42 metri e da una contro torre, detta Maschietto. La rocca rappresentava il fulcro della vita cittadina, con la Chiesa di San Pietro in Corte edificata in Piazza D’Armi e l’ampia cisterna per la raccolta dell’acqua piovana costruita per ovviare alla mancanza d’acqua dovuta all’elevata posizione geografica.

Duilio Cambellotti nel 1934 a Littoria esegue il grande ciclo pittorico con scene della Redenzione dell’Agro per il salone del Palazzo del Governo. Si tratta di dipinti a tempera su pannelli di grande dimensione (cm 260 x 120) che si sviluppano su tre pareti: l’elemento centrale è composto da dodici elementi ed i laterali da sei ognuno. Il tema celebra i lavori di bonifica compiuti dal regime (L’arrivo dei “militi grigi” bonificatori della Palude) con un’impostazione di tipo scenografico: grandi figure in primo piano e fughe prospettiche accentuate sullo sfondo.